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Desing Thinking, l'approccio di Interline a questo metodo

Design Thinking: il nostro metodo per progettare siti web su misura

Il motivo per cui un sito web “bello” spesso non basta

Ogni progetto è diverso: clienti diversi, utenti diversi, obiettivi diversi.
È per questo che non possiamo (e non vogliamo) lavorare con soluzioni preconfezionate.

Noi di Interline adottiamo un approccio basato sul Design Thinking, un metodo che ci guida nel progettare soluzioni su misura, partendo sempre dalle persone.

Valentina-UX UI Designer
31 Luglio 2025
Valentina Franzoi

Cos'è il Design Thinking e perché lo usiamo?

Il Design Thinking è un approccio strategico alla progettazione che parte dalle persone e si sviluppa attraverso empatia, ascolto attivo e test continui.
Non segue una formula rigida: è un mindset dinamico, che unisce creatività, analisi e collaborazione.

Per noi significa:

  • Ascoltare davvero le esigenze del cliente e degli utenti finali
    Non ci limitiamo a raccogliere briefing o liste di funzionalità desiderate. Cerchiamo di entrare in sintonia con chi vivrà davvero l’esperienza digitale che stiamo progettando. Intervistiamo, osserviamo, analizziamo contesti e comportamenti.
    È in questa fase che iniziamo a tradurre le parole in bisogni reali, spesso non esplicitati, ma fondamentali per costruire una soluzione efficace.
  • Esplorare diverse soluzioni, anche inaspettate
    Una buona idea non è quasi mai la prima che ci viene in mente. Per questo stimoliamo il team a pensare in modo aperto e multidisciplinare. Usiamo strumenti come brainstorming e mappature collaborative per generare tante ipotesi, anche fuori dagli schemi. Alcune verranno scartate, altre rielaborate, ma questo processo creativo ci permette di trovare risposte nuove a problemi complessi.
  • Testare, sbagliare, migliorare
    Crediamo che ogni progetto sia un percorso fatto di prove ed errori. Per questo creiamo versioni intermedie del prodotto (mockup, prototipi interattivi o semplici wireframe) che ci aiutano a raccogliere feedback prima ancora di scrivere una riga di codice. Ogni errore è un’opportunità per migliorare. È grazie a questi cicli di verifica che arriviamo a soluzioni più solide, intuitive e coerenti con gli obiettivi del cliente.

Come applichiamo il Design Thinking nei nostri progetti?

1. Partiamo dall’ascolto: entrare davvero nei panni degli utenti

Ogni progetto inizia con una fase di ascolto profondo, che va oltre il semplice confronto con il cliente.
Raccogliamo informazioni, facciamo domande mirate e ci sforziamo di capire a fondo gli obiettivi, mettendo in discussione le ipotesi iniziali.
Ma soprattutto, cerchiamo di empatizzare: intervistiamo, se possibile, anche gli utenti finali, osserviamo come utilizzano prodotti simili e indaghiamo il contesto d’uso.

Poniamo domande ripetute del tipo “perché?” per arrivare al bisogno reale, spesso nascosto dietro la richiesta esplicita. Non ci fermiamo a “il cliente vuole un sito moderno”, ma chiediamo: “moderno per chi?”, “in quale contesto?”, “che valore deve trasmettere?”.
Solo così possiamo progettare soluzioni davvero utili, che rispondano ai bisogni concreti degli utenti.

 

2. Definire con precisione il vero problema da risolvere

Dopo la fase di ascolto e raccolta, riorganizziamo le informazioni per far emergere il cuore del problema. Spesso dietro richieste generiche come “vorrei un sito moderno” si nascondono esigenze molto più specifiche: facilitare la navigazione? Aumentare i contatti? Rendere l’esperienza d’acquisto più fluida?

Analizziamo i dati e li traduciamo in una sfida chiara e concreta, formulata dal punto di vista dell’utente. Usiamo domande guida come:

Ad esempio: “Come possiamo aiutare i nuovi visitatori del sito a trovare velocemente il prodotto più adatto, senza sentirsi sopraffatti dalla scelta?”

Questa fase è fondamentale per non disperdere energie e mantenere il focus su ciò che fa davvero la differenza per gli utenti.

 

3. Generare idee insieme, senza limiti né giudizi

In questa fase entra in gioco la creatività, ma sempre guidata da un obiettivo chiaro.
Organizziamo sessioni di brainstorming aperte tra i membri del team, dove ogni idea, anche la più provocatoria o non convenzionale, ha diritto di cittadinanza.

Non partiamo subito con la soluzione “più ovvia”: esploriamo punti di vista diversi, mettiamo sul tavolo opzioni alternative e ci lasciamo ispirare anche da proposte fuori dagli schemi, perché spesso sono proprio quelle a far scattare intuizioni utili.
Solo dopo questa fase esplorativa selezioniamo le idee più promettenti, valutandole in base a criteri concreti come obiettivi, tempi e budget.

 

4. Dare forma concreta alle idee con prototipi e wireframe

Una volta generate le idee, le rendiamo tangibili attraverso prototipi, wireframe o mockup, anche semplici, come uno schizzo su carta o una bozza su Figma.
L’obiettivo non è la perfezione, ma visualizzare l’idea prima di investire tempo e budget nello sviluppo vero e proprio.
Questo ci permette di creare un primo punto di confronto: mostriamo al cliente una versione funzionale e interattiva, raccogliamo feedback immediati e facciamo aggiustamenti rapidi. Così evitiamo fraintendimenti e costosi cambi di rotta più avanti.

È una fase chiave per allineare visione, aspettative e dettagli, trasformando l’idea in una direzione concreta e condivisa.

 

5. Mettere alla prova, raccogliere feedback e migliorare continuamente

Per noi, ogni progetto è un processo in evoluzione, non un risultato statico.
Una volta creati i prototipi, li testiamo il prima possibile con utenti reali, o almeno con persone esterne al team di progetto, per osservare come interagiscono con la soluzione.

Guardiamo dove si bloccano, cosa non capiscono, cosa funziona in modo intuitivo.
Questi test rapidi e iterativi ci permettono di raccogliere feedback concreti e imparare dagli errori in tempo utile.

Possiamo così apportare correzioni mirate, evitando problemi costosi in fase di sviluppo.
È un ciclo continuo di osservazione, confronto e miglioramento che garantisce soluzioni più efficaci, accessibili e centrate davvero sui bisogni degli utenti.

Un approccio che si adatta, non si impone

Non tutti i progetti seguono questo processo in modo rigido. Il bello del Design Thinking è che è flessibile: si adatta alle esigenze del progetto, ai tempi del cliente, al tipo di prodotto.
Ma ciò che resta costante è la centralità dell’utente e la volontà di creare qualcosa che abbia davvero un impatto.

Soluzioni su misura, non per modo di dire

Il Design Thinking ci permette di progettare esperienze digitali pensate per chi le userà davvero. E questo fa la differenza tra un sito “bello da vedere” e un’interfaccia che funziona, converte, accompagna l’utente nel percorso giusto.

Se anche tu stai cercando una soluzione digitale che non sia solo bella, ma anche pensata su misura per il tuo pubblico, contattaci siamo pronti ad ascoltarti :)

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